L'eterna Bukovina

L’eterna Bukovina – o quando Dio è sceso sulle colline del fantastico paesino Breaza

Non so come accada, ma quando si entra in Bukovina, tutte quelle nuvole di piombo si disperdono e il sole sorge sempre.  Pioveva  a secchi su Iasi quando sono partita per Breaza, un villaggio da fiaba situato nella contea di Suceava. Vestita da lavoro in un abito nero. Cupa e torbida come il cielo appeso sopra la città.

Quanta infelicità  si può accumulare in una settimana di chiusura tra pareti di cemento e vetro? Soprattutto quando sei una piccola selvaggia che ha trascorso tutta la sua giovinezza tra gli abeti? Vi lascio indovinare 🙂

Un motivo in più per andare in Bukovina, con AC / DC, Deep Purple e Skid Row al massimo. Tutti i rockers con la montagna nel sangue e lo spirito ancora intatto…unitevi!

Vorrei dirvi quanto bello sia Breaza. Quanto incredibilmente bella sia l’intera zona: Breaza, Pârâul Negrei ecc.

Vi ruberei, però, il piacere di scoprire tutte queste cose da soli.

Ogni volta che scopro un posto come Breaza, dico sempre: “qui voglio andare in pensione quando verrà il tempo “. Poi ne scopro un altro  e dico la stessa cosa. Poi un’altro. E un’altro. Così meraviglioso è questo paese, caro  lettore. Non  disprezzarlo. Amalo. Amalo come se fossi innamorato della donna più bella al mondo.

C’è qualcosa di strano su questa purezza delle nostre montagne.  Ancora mantengono una certa dignità e una calma poesia, nonostante tutta la viltà della gente.  Schiacciate, deforestate, contaminate.

(Vigliacchi che tagliate i boschi, i vostri figli cresceranno conoscendo gli alberi solo dai libri.

Cafoni che fatte la grigliata nei boschi e lasciate centinaia di bottiglie di plastica dietro, i vostri mocciosi inghiottiranno più tardi tutta quella plastica.

Cafoni da tutti i paesi, unitevi e poi sparatevi.

Romania appartiene al popolo che vive qui da sempre. La stessa cosa è valida anche per le sue risorse naturali.  Le foreste della Romania non sono degli austriaci. Andate nel vostro paese e distruggete tutto là.  Non rubate i nostri boschi. Ne avete tanti anche voi.

Tutti gli stranieri che non rispettano le leggi del paese che li accoglie, le sue usanze/tradizioni/persone/risorse non sono ospiti, ma nemici.

Chi viene con rispetto ed è privo di pregiudizi sarà sempre benvenuto. Per il resto ci sarà sempre la possibilità di andarsene… in quel paese.

Mi si perdoni  questo sfogo; è solo l’effetto secondario dopo aver visto le zone di montagna deforestate. E ce ne sono tante. Ovunque. Un disastro ecologico.  Enormi tratti delle foreste rumene sono state rase al suolo soprattutto dagli stranieri e non solo dai rumeni.

Ma torniamo al nostro villaggio di Bukovina. C’è qualcosa a Bukovina e Maramures. Qualcosa che il sud del paese ha perso. È come se Dio fosse disceso qui e avrebbe benedetto tutto: persone, colline, montagne, foreste, bestiame. È  come se si fosse riposato su quell’ erba grassa, piena di rugiada.

E ora, sul villaggio di Bukovina: una coppia (paradossalmente di Bucarest) ha “raccolto” diverse case di legno, risalenti a circa 100 anni fà, allo scopo di ricostituire un intero villaggio meraviglioso chiamato Satul Bucovinean. I turisti possono soggiornare qui e assaggiare piatti tradizionali, preparati con ingredienti  naturali, prodotti in casa.

Una fiaba di Petre Ispirescu. Irreale nel nostro secolo. Un posto meraviglioso. Con il suono  del ruscello che scorre vicino e le campane delle pecore che pascolano tranquillamente sulle colline. Con quella pace terribile straziata ogni tanto dal verso di un falco affamato.

La padrona di casa –  una signora di Bucarest che ama Bukovina. Ospitale e generosa. Ci ha portato porzioni enormi.

Trota fritta con “mujdei” (salsa di aglio)  e polenta. Salsiccia e sottaceti fatti in casa.“Borș” di verdura con polpettine “allagato” di crema acida e “indemoniato” con l’aiuto dei peperoncini. Latte fresco e burro. Lardo affumicato e cipolla. Un mucchio di crepes per finire in maniera apoteotica questi pasti pantagruelici.

Stavo dicendo più sopra cheDio si è fermato in Bukovina e così tanto ha amato questo luogo che ha deciso di rimanerci. E così, lo puoi incontrare nel giallo dei denti di leone e nell’odore dell’erba. Nella dolcezza del latte e nello sguardo pulito della gente di montagna.

Vai a Breaza solo se ami la natura e la semplicità dei villaggi della Romania settentrionale.

Vai lì se vuoi la pace e sei stufo e stanco di folla e calcestruzzo.

Vai lì con il rispetto per la gente del posto e per i suoi boschi.

China la testa viaggiatore –  la Luce si è riposata qui, sulle colline, all’ombra di abete.

Foto qui

© Ionela Chiru



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